venerdì 23 marzo 2012

Perchè dare retta alla "crisi" ?

Continuamente mitragliato dalle notizie dei telegiornali ho pensato che potesse essere utile informati di come la penso veramente sulla crisi. Questo è un articolo relativo a questa pazzia.
Stiamo venendo massacrati mediaticamente dalla crisi, dalle borse che vanno giù, dal crollo di questo e dalla perdita di quest’altro.
Questo clima di tensione può preoccupare non poco l’uomo della strada che poco tempo ha di farsi una bella laurea in economia e poi perdere qualche mese a capire cosa sta succedendo.
La borsa, nella sua genesi, si proponeva di far incontrare due realtà: gli imprenditori (coloro che avevano idee e volevano intraprendere) e i capitalisti che avevano soldi ma non necessariamente idee.
Io proprietario di una stalla te ne cedevo una percentuale, e con i soldi che tu capitalista mi davi potevo ampliare la stalla esistente e portare il valore totale della mia attività ad essere più alto e quindi più remunerativo per entrambi.

In seguito questo modulo operandi andava perso per l’inserirsi di un fattore speculativo che niente aveva a che fare con l’acquisto di lavoro e iniziava, ma riguardava solo  numeri.

Ora negli anni passati queste cifre e sigle strane quali Nasdaq, Dow Johnes, che secondo me nessuno veramente sa’ chi o cosa siano, hanno iniziato a lievitare dando guadagni stratosferici che non erano seguiti da effettivi prodotti che venivano effettivamente ottenuti, ma erano proiezioni di “addetti ai lavori”.

Ora il vento è cambiato e si bruciano miliardi di euro ad ogni telegiornale. Io sono andato davanti alla Borsa di Milano e non ho trovato della cenere di banconote. E sapete perché? Perché non è vero. I soldi sono come l’acqua. 
Può essere in cielo, in mare, in fiume, ma non può sparire. Ti manca quando non ne hai nel fiume che passa vicino a casa tua. Lo stesso vale per i soldi: la loro scarsità è dovuta al fatto che non girano. Ma il martellamento mediatico ti induce a credere due cose :

- che non ci sono soldi
- che siamo rovinati.

Se qualcuno di voi è tutti i giorni attaccato alla necessità di far quadrare un bilancio, di soddisfare le richieste del direttore di banca o di correre per pagare gli stipendi, poco crederà a quanto scritto sopra. Ma se per un attimo ci si ferma e si analizza la cosa, si comprende che c’è solo un pericolo in cui si può veramente incorrere: dimenticare di fare il buon lavoro che è richiesto. Non ho mai visto un ragazzo di buona volontà e che sa’ lavorare non avere un impiego. Poi se invece a uno viene comodo delegare la responsabilità “all’assenza dello stato” allora va bene. Ma se una persona conosce un lavoro, lo sa’ fare e prova ancora piacere a farlo durante il giorno, beh quella persona non dovrebbe preoccuparsi della crisi, perché la sua capacità di lavoro non potrà mai essere sostituita da sistemi di numeri o altro. 

Se sei un buon ristoratore preoccupati di mantenere il tuo ristorante all’altezza della qualità che lo ha reso famoso, se sei un buon imbianchino continua a imbiancare con la voglia di plasmare il muro di fronte a te e di lasciare un piacevole ambiente al tuo cliente. Se fai così e continui a farlo, i pazzi del club del Nasdaq avranno perso un babbione  e questo mondo avrà acquistato un uomo più libero.

2 commenti:

  1. Dr Maknouni Mehrchad25 marzo 2012 13:43

    Anche se in generale sarebbe vero , purtuttavia non è così più semplice . Un paio di esempi per intenderci: es.a)sei un bravo operaio hai 50 anni con una manualità non buona bensì eccellente e l'azienda in cui lavori proprio perchè va bene viene acquistata da un grosso gruppo la cui sede principale è a 400km dal tuo stabilimento;primo anno va tutto bene ,secondo anno arrivano 'gli esperti' e ti affiancano un giovane operaio di 25 anni più giovane in trasferta dalla sede principale che proprio perchè sei in gamba ha bisogno che lo 'affianchi'.Secondo anno :ci saranno 'per esigenze amministrative' delle ristrutturazioni e nel giro di un anno la produzione verrà trasferita alla sede centrale e la sede dove lavori trasformata in deposito , guardacaso gli unici tranquilli saranno i magazzinieri della tua sede (quelli che forse negli anni non si sono sbattuti più di tanto a crearsi delle competenze o di dimostrare la fedeltà all'azienda).Tu: nel migliore dei casi ti prospettano un trasferimento a 400km con una decurtazione del 25-30% dello stipendio perchè'sai com'è siamo in crisi ed il tuo 'lavoro' lo fa già quello giovane che ti abbiamo 'affiancato' 'ma sai noi non siamo dei pescecani ed abbiamo un cuore per cui ti diamo anche tre mesi per decidere ,purtroppo non c'è posto come magazziniere(che percepirà più di te),coraggio non abbatterti e facci sapere '.Es b)sei una donna madre con due figli ,hai 48 anni sei una segretaria bravissima ,il direttore della filiale ha appena divorziato ,arriva una nuova 'segretaria' trentenne con le curve al posto giusto ,single bravina,dinamica e 'simpaticissima' ;crisi-ristrutturazione-decisioni amministrative-una va via ed una resta ;indovina chi?

    RispondiElimina
  2. Sei sempre una forza della natura. Un vero prodotto dell'FEBC

    Non ti ho mai ringraziato per tutto quello che ho imparato ed ottenuto stando vicino a te. Grazie!

    Paolo

    RispondiElimina